domenica 19 giugno 2011

The Crossing... Cormac McCarthy

"Quando si spostarono a sud della Grant County, Boyd era un bambino e la nuova contea chiamata Hidalgo aveva solo qualche anno più di lui. Nella terra che avevano lasciato erano sepolte le ossa di una sorella e della nonna materna. La nuova contea era fertile e selvaggia. Si poteva cavalcare fino al Messico senza mai incontrare una staccionata. Portava Boyd davanti a sé sull'arcione e gli diceva i nomi di tutto ciò che vedevano, terra e alberi e uccelli e animali, in spagnolo e in inglese. Nella casa nuova dormivano in una stanza accanto alla cucina e la notte a volte stava meglio e al buio ascoltava il respiro del fratello addormentato e gli sussurrava i progetti che aveva per entrambi e la vita che avrebbero fatto."

Perchè non dobbiamo dire niente? Disse Boyd.
Servirebbe soltanto a preoccuparlo.
Si girarono e ripartirono.
Ma lui vorrei saperlo, disse Boyd.
Quando è stata l'ultima volta che ti ha fatto piacere ricevere brutte notizie?
E se lo scopre da solo?
Allora lo saprà.
Si, ma poi che gli diciamo? Che non volevamo preoccuparlo?

Senbrava che il vecchio non avesse sentito. Disse che Echols aveva preso tutti i lupi.
El senor sander me dice que el senor Echols es medio lobo el mismo. Me dice que el conoce lo que sabe el lobo antes de que lo sepa el lobo. Ma il vecchio disse che nessuno sapeva che cosa sapeva un lupo.

Dove sei stato? Domandò il padre.
Si sedette, il padre lo ascoltò e quando ebbe finito, annuì. Per tutta la vita, rispose, ho visto gente arrivare tardi dove doveva arrivare. Non ne ho ancora sentito uno che non avesse una buona ragione.

Disse che il mondo poteva solo essere conosciuto per come esisteva nel cuore degli uomini. Perchè per quanto sembrasse un luogo che conteneva degli uomini, in realtà era un luogo contenuto nei loro cuori e quindi per conoscerlo era lì che bisognava guardare, e imparare a conoscere quei cuori, e per far ciò si doveva vivere con gli uomini e non limitarsi a passare in mezzo ad essi... Alla fine disse che mentre questa era di per se una cosa buona, come tutte le cose buone costituiva anche un pericolo. Poi tolse le mani dalla sella del cavallo, si allontanò e rimase fermo a guardarlo.

Ero un mormone. Poi mi sono convertito alla chiesa. Poi sono diventato non so bene che cosa. Poi sono diventato me stesso.

Perchè questo mondo che ci pare fatto di pietra, vegetazione e sangue non è affatto una cosa ma è semplicemente una storia. E tutto ciò che esso contiene è una storia e ciascuna storia è la somma di tutte le storie minori, eppure queste sono la medesima storia e contengono in esse tutto il resto. Quindi tutto è necessario. Ogni minimo particolare. E' questa in fondo la lezione. Non si può fare a meno di nulla

...e parlò della sua vita, di ciò che era stata e di ciò che era diventata. Disse al prete che cosa aveva imparato. Alla fine disse che nessuno può comprendere la propria vita finchè non è terminata, ma a quel punto come è possibile fare ammenda?

Ti posso chiedere una cosa?
Chiedila.
Quanto tempo hai intenzione di tenere il broncio?
Finchè non mi torna il buon umore.

Credevo che fosse soltanto geloso.
Sì, naturalmente. Ma anche essere gelosi è prova di forza.

Disse che sua nonna era scettica su molte cose di questo mondo e sopratutto suglu uomini. Diceva che gli uomini forti e dotati di talento prosperano in ogni attività tranne che in guerra. In guerra muoiono... Diceva che alle donne piacciono gli uomini imprudenti e il motivo era che nel profondo del cuore sapevano che un uomo che non volesse ammazzare per loro non serviva a nulla.

Por què no me contesa? Domandò lui.
Lei alzò lo sguardo verso di lui. Disse che gli aveva già risposto. Disse che in ogni famiglia c'è una persona diversa e che gli altri credono di conoscerla ma non è così. Disse che lei invece conosceva le cose di cui parlava. Poi si voltò e si diresse verso i cavalli che pascolavano fra l'erbaccia polverosa sul bordo della strada, legò il serape all'arcione posteriore, strinse il latigo e montò in sella.

...Che c'è? Domandò.
Parlami
Va a dormire.
Ho bisogno che tu mi parli.
Va bene. Va tutto bene.
No, non è vero.
Tu ti preoccupi sempre. Sto bene.
Lo so che tu stai bene, rispose Billy. Sono io che non sto bene.

...e disse a bassa voce prima di riaddormentarsi che l'unica cosa che sapeva di tutto ciò che si doveva sapere era che non vi sono certezze su niente.

Se la gente conoscesse la storia della propria vita, quanti seglierebbero di viverla? La gente si preoccupa del futuro. Ma non c'è futuro. Ogni giorno è fatto dei giorni che l'hanno preceduto. Anche il mondo deve essere sorpreso per come ogni giorno si mettono le cose. Forse perfino Dio.

E poi dove sta il mago? Dove sta il sognatore e dove sta il sogno?

Fece qualche passo. Dalle montagne soffiava un vento freddo, che fendeva le pendici occidentali del continente, dove la neve estiva sovrastava la linea degli alberi, e attraversava le foresti di abeti e di pioppi e soffiava sulla pianura desertica più a valle. Aveva smesso di piovere quella notte; Billy arrivò sulla strada e chiamò il cane. Chiamò più volte, fermo in quell'oscuratà inspiegabile. Non si sentivano rumori, tranne quello del vento. Dopo un pò si sedette sulla strada. Si levò il cappello e lo posò sull'asfalto, davanti a sè, chinò la testa, si strinse il viso tra le mani e pianse. Rimase lì a lungo, poi il cielo a est incominciò a farsi grigio; poi si levò il sole vero, quello fatto da Dio, ancora una volta, per tutti, senza distinzioni.

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